lunedì 17 dicembre 2007

La strategia ed i movimenti


Tempo fa si parlava di strategia e mi sono venute in mente delle proposte in automatico. Tendo ad dare valore alle mie risposte intuitive, ma comunque con una pausa di riflessione successiva. Qui ho tentato di riorganizzare le mie riflessioni.

Andrea dice che il movimento, i movimenti, le moltitudini, si muovono senza strategia. Probabilmente è vero.

Ma sulla strategia non posso fare a meno di pensare a Sun-Tsu ed al suo L'arte della guerra. La prima direttiva applicabile è chiara: "Chi sta in vantaggio di forze deve attaccare, chi sta in inferiorità deve resistere". E' inteso che anche la resistenza deve essere strategica, finalizzata a logorare l'avversario.

Ma prima o poi, arriva il momento di attaccare. Anche in questo caso ci sono delle indicazioni:
1) Attacca le strategie dell'avversario
2) Attacca le alleanze dell'avversario
3) Attacca le fortezze dell'avversario.

Che il movimento sia oggi in condizione di portare qualche attacco a me sembra evidente. Lo sta già facendo Grillo, per esempio.
D'altro canto lo studio di quali siano le strategie del potere deve essere preliminare, perché non si può attaccare ciò che non si conosce.

E' evidente quindi che la prima battaglia è quella dell'informazione. Bisogna controbattere alle campagne disinformative dei media ufficiali con informazioni reali, ragionate, puntuali, continue.

Ma sempre bisogna ricordare che il nemico potrebbe non essere ben identificato. "Il nemico" è una semplificazione semantica, utile per coalizzare forze in una direzione, ma troppo spesso si rivela evanescente quando viene attaccato, capace di prestazioni mimetiche. Molte volte "il nemico viaggia alla tua testa", è quello che sembra guidarti verso il combattimento.

Allora la prima regola è sempre la stessa: "Conosci te stesso".

Dice Sun Tsu:
"Chi conosce se stesso e ingaggia battaglia ha eccellenti possibilità di vittoria."
"Chi conosce se stesso ed il nemico può ingaggiare cento battaglie e vincerle tutte."
"Chi non conosce se stesso è destinato alla sconfitta".

Tutte le citazioni sono a memoria. Possono essere imprecise alla lettera, ma credo rispettino bene il pensiero di Sun Tsu.

3 commenti:

Carlo Gambescia ha detto...

Ciao Truman,
e Buon 2008.
Interessanti gli ultimi due post (me li ero persi...).
Una riflessione. Come superare la relazione, tra la difficoltà soggettiva-collettiva di individuare il nemico (da te evidenziata, anche in termini di movimenti, dunque come soggetti collettivi) e la necessità oggettiva di individuarlo, se si vuole fare politica, con l'iniziale maiuscola.
E' vero che spesso il nemico si maschera, ma resta tale, anche sociologicamente, come presenza, prima o poi individuabile. Direi, necessariamente individuabile.
Ciao,
Carlo

Truman ha detto...

Rispondo in ritardo perchè la domanda non è facile. E' vero che troppo spesso chi si lascia portare dall'entusiasmo può essere imbrogliato facilmente, ma bisogna anche saper individuare i nemici.

C'è certamente un sistema di pensiero unico neoliberista, appoggiato da buona parte della classe politica e dai media tradizionali, puntellato dal sistema bancario, e questo sistema bisogna scardinare, ma non si può fare di tutta l'erba un fascio. Servono tattiche agili e mutevoli, alleanze dinamiche, basate su principi di base: puntare all'interesse generale invece che a quello particolare, su un'etica condivisa, su un'estetica che punti all'armonia (mi torna in mente il concetto giapponese di ikebana), senza mai dimenticare che tutti siamo figli dei tempi in cui viviamo. Non ha senso dividere il mondo in buoni e cattivi.

Problemi complessi. Provo a rifletterci su per vedere se si può tirare fuori qualcosa.

buon 2008

Truman ha detto...

Rileggendo il post a distanza di tempo noto che è sempre valido il motto dei no-global, il quale ha sicuramente valenza strategica: bisogna pensare globalmente ed agire localmente.