giovedì 3 gennaio 2008

Sul riformismo e gli ubriachi


La migliore immagine del riformismo viene data secondo me da una vecchia barzelletta.
Di notte un uomo, probabilmente ubriaco, cercava sotto un lampione le chiavi di casa, che aveva perso poco prima. Alla la domanda se le avesse perse lì rispondeva che non lo sapeva, anzi probabilmente le aveva perse da un'altra parte, ma lui cercava lì dove c'era luce.

Questa lucidità ubriaca mi appare sintetizzare il riformismo.

C'è qualcosa di analogo in quello che diceva Federico Caffè riguardo all'economia ed al riformismo come scienza di ciò che è fattibile ora. "Un assillante desiderio che le cose migliorino, ma migliorino anche abbastanza presto, senza aspettare grandi cose proiettate in un lontano ed incerto futuro”.(1)
Ancor di più la barzelletta / aneddoto rende l'idea di cosa è diventato il riformismo oggi.
Diceva Rossana Rossanda sul Manifesto del 5 settembre 2003:

"Con le proposte di partito riformista unico si va verso la liquidazione formale del più grande partito della sinistra italiana. Nella sostanza essa è già avvenuta per passaggi successivi dalla svolta ad oggi, con gli scivolamenti semantici progressivi a proposito del riformismo, che doveva ridurre il potere del capitale sul lavoro ed oggi consacra l’opposto, e sulla transizione che designava il passaggio dal capitalismo a forme di socialismo ed oggi indica il processo inverso".

Insomma oggi il riformismo è "il nuovo che avanza", il quale tendenzialmente innova per aumentare il potere del denaro sui lavoratori e sul popolo in genere.

Truman Burbank
gennaio 2008

Note
(1) Amoroso - La stanza rossa. Riflessioni scandinave di Federico Caffè, p.103

2 commenti:

Carlo Gambescia ha detto...

Ciao Truman,
Buon Anno!
Ottimo.
Prendo appunto del testo in nota.
Un caro saluto,
Carlo

Truman ha detto...

Ciao Carlo,
Grazie della tua presenza regolare.
buon anno.

Truman