martedì 29 gennaio 2008

Il mito della coppia


Fuori dalla storia siamo tutti bambini

Nella pubblicità viene spinto, pompato in modo insistente, il mito della coppia. Come se un individuo che si ritrova solo contro il resto del mondo risolvesse qualcosa passando a due contro il resto del mondo.

Una volta c'era più impegno nel sociale, nei movimenti giovanili, nei partiti, nei gruppi comunitari senza fini di lucro, nello sport amatoriale. In qualche modo l'individuo si inseriva in una storia collettiva.

Oggi la macchina da macelleria, il tritacarne del sistema commerciale tende a portare tutti i rapporti sociali sul piano produzione-vendita-consumo.

La socialità repressa sul piano collettivo dei movimenti viene quindi fatta riemergere in forma consumistica.

Il mito della coppia toglie spazio alla socialità di gruppo per privilegiare il rapporto a due. Nello stesso tempo carica tale rapporto con una serie di aspettative che non possono essere soddisfatte. Così i fallimenti personali, la difficoltà di vivere, non vengono attribuiti ad un sistema sociale disumanizzante, ma al fatto che l’altro della coppia non è quello giusto.

Come spesso accade, il mito è funzionale agli assetti di potere che lo sostengono e lo propagano.

Truman Burbank

3 commenti:

Carlo Gambescia ha detto...

Sagge parole.
Su questi aspetti, sulla famiglia come "ultimo rifugio" in un mondo privo di affetti, ha scritto pagine interessanti Lasch.
Ma lui parlava dell'America degli anni Settanta-Ottanta del Novecento. Tu dell'Italia di oggi... Evidentemente la malattia dell'intimismo ora è giunta anche qui da noi.
Ciao,
Carlo

Truman ha detto...

Mi hai un po' spiazzato, perchè tra me e me stavo pensando alla famiglia patriarcale, quella che si estende su più generazioni (su tre generazioni insomma), come un'alternativa alla solitudine della coppia. Tu invece fai riferimento alla famiglia come coppia con figli piccoli, che non cambia molto lo scenario mio. In questo caso è abbastanza tipico che le devastazioni nei costumi, dopo una prima comparsa negli USA, arrivano da noi dopo pochi decenni.
Noi italiani siamo però specialisti nello scavare dopo aver toccato il fondo.
Ho trovato un Cristopher Lasch, è a lui che ti riferisci?

Carlo Gambescia ha detto...

Sì. Ciao.
Carlo