
Fuori dalla storia siamo tutti bambini
Nella pubblicità viene spinto, pompato in modo insistente, il mito della coppia. Come se un individuo che si ritrova solo contro il resto del mondo risolvesse qualcosa passando a due contro il resto del mondo.
Una volta c'era più impegno nel sociale, nei movimenti giovanili, nei partiti, nei gruppi comunitari senza fini di lucro, nello sport amatoriale. In qualche modo l'individuo si inseriva in una storia collettiva.
Oggi la macchina da macelleria, il tritacarne del sistema commerciale tende a portare tutti i rapporti sociali sul piano produzione-vendita-consumo.
La socialità repressa sul piano collettivo dei movimenti viene quindi fatta riemergere in forma consumistica.
Il mito della coppia toglie spazio alla socialità di gruppo per privilegiare il rapporto a due. Nello stesso tempo carica tale rapporto con una serie di aspettative che non possono essere soddisfatte. Così i fallimenti personali, la difficoltà di vivere, non vengono attribuiti ad un sistema sociale disumanizzante, ma al fatto che l’altro della coppia non è quello giusto.
Come spesso accade, il mito è funzionale agli assetti di potere che lo sostengono e lo propagano.
Truman Burbank