venerdì 14 marzo 2008

Un gioco di specchi


Alcune note su La stanza rossa. Riflessioni scandinave di Federico Caffè
di Bruno Amoroso


La parsimonia degli economisti
Compare nelle prime pagine un riferimento ad un’antica parsimonia che spinge a risparmiare ogni gesto inutile. Mi appare un ritorno al concetto originale di economia come scienza della gestione di risorse limitate per fini umani.


Il metodo di fondo
Nell’attuale situazione l’eclettismo non è una scelta ma una necessità. (cita Samuelson, p. 57)


Specchi riflessi
La stanza rossa è un gioco di specchi: Amoroso che racconta Caffè che racconta Amoroso. Anche le citazioni sono a volte multiple (per esempio qui sotto su Keynes). Un gioco di specchi sui personaggi, ma i concetti sono sempre chiari, indipendentemente da chi potrebbe averli affermati, anzi la molteplicità di possibili autori rinforza i concetti.

"Il canone del laissez faire, ben lungi dall’essere un principio scientifico universale e immanente, non è che una massima pratica e, come tale, relativa e contingente". (citazione doppia di Bachi/Keynes, pag. 140)

Il caso di Keynes dimostra come sia facile farsi addossare l’accusa di sovversivismo quando si persegue in modo coerente il legame tra schema conoscitivo e progetto operativo (pag. 136)

Sul riformismo
Un assillante desiderio che le cose migliorino, ma migliorino anche abbastanza presto, senza aspettare grandi cose proiettate in un lontano ed incerto futuro. (pag. 103)

Il caso italiano
Un difetto nazionale di noi italiani, come popolo, è che manchiamo di tenacia. […] quello che ci manca è la costanza, la tenacia; nella vita individuale come nella vita sociale, questo è un grande elemento per andare avanti. (p.105)

In Italia si è sempre parlato di scuole più che di correnti di pensiero: liberale, marxista, sraffiana, Keynesiana, inventate come comodi strumenti di selezione dei candidati ai concorsi di cattedra. (p. 30-31)

Più che di un differente modello di sviluppo abbiamo bisogno di differenti condizioni di vita civile. (p. 86)

Sulla strumentalità
Caffè sembra provare il mio stesso disagio verso ciò che è ufficiale: solitamente è così strumentale che risulta irrilevante ed addirittura fastidioso per chi tende alla ricerca della verità.
In realtà non che gli studi ufficiali siano falsi: è che sono strumentali rispetto al punto di vista al quale si vuole dare rilievo (p. 75)

In definitiva
La modestia è, in definitiva, il primo senso della sapienza. (p. 105)

Truman Burbank

3 commenti:

Carlo Gambescia ha detto...

Ciao Truman,
Sì, è un'ottima introduzione.
Complimenti per le riflessioni scelte.
Un abbraccio,
Carlo

Rosa Tiziana ha detto...

Ci ho studiato sul "Caffè"...in tutti i sensi, come autore e come bevanda.
Non so se questo gioco di specchi sia "illuminante", ma di sicuro gli economisti oggi non sanno proprio dove andare, non più.

Truman ha detto...

Grazie Carlo, sei sempre molto gentile.

Tiziana, per quanto riguarda gli economisti, c'è ancora molto buon materiale. Io, prima o poi, mi devo studiare Leontieff.